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Annunciazione

Questo dipinto, realizzato per uno degli altari del Ceppo Nuovo nella chiesa di San Francesco, è una delle opere seicentesche più importanti del museo, tra quelle esposte nella sezione su Le grandi Pale. Firmata e datata dal celebre Giovanni Bilivert, la raffinata ma essenziale pala da altare fa emergere da un fondale scuro e profondo le figure, quiete e luminose, impostate sulla diagonale del dipinto. Agli influssi del Cigoli, maestro del Bilivert, si uniscono in quest’opera richiami a Matteo Rosselli e a Francesco Furini.

Il Ceppo Nuovo commissionò nel 1624 al celebre e richiestissimo Giovanni Bilivert, allievo prediletto del Cigoli, un’Annunciazione per la chiesa di San Francesco a Prato; i pagamenti dal 1628 indicano l’inizio dei lavori, conclusi due anni più tardi, come conferma la data apposta dal pittore insieme alla firma, sull’inginocchiatoio. L’opera, essenziale ed equilibrata, semplice ma di aristocratica raffinatezza, si caratterizza per la devota quotidianità delle figure. Influssi del Cigoli e richiami al Rosselli e al Furini traspaiono dalla articolata composizione, che  presenta spunti scenografici nel fondale, nelle aperture sul paesaggio esterno e nello sfondo luminoso del cielo; assente però ogni teatralità e ogni tensione. Il fondale scuro e profondo, dal quale emergono in sottotono l'arredo della camera e il bel brano col vaso di gigli, dà risalto alle figure, impostate sulla diagonale del dipinto e avvolte in panneggi luminosi, di morbida corposità. Bellissima la posa raccolta e umile della Vergine, che richiama alla mente  un’adorazione del Bambino, come quella del Correggio agli Uffizi. Un celebre allievo del Bilivert, Orazio Fidani,

di cui la Visione di san Filippo Neriè esposta al piano terra del museo,  lodò gli angioletti della zona superiore, dipinti “con dolcezza e grazia infinita”, e la Vergine che faceva trasparire una “umiltà tanto viva che pare voglia dire queste parole: ‘Ecce Ancilla Domini’.