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Gli interni

Affresco che raffigura la città di Prato con vari personaggi illustri e santi

Pietro e Antonio di Miniato, I Santi Stefano e Giovanni Battista che presentano a Cristo la città di Prato, affresco al piano terra di Palazzo Pretorio

Annunciazione, affresco

Antonio di Miniato (attr.), Annunciazione

Le sale di Palazzo Pretorio sono arricchite da pregevoli affreschi, stemmi dipinti, statue e altri ornamenti lapidei, testimonianza della sua storia e delle diverse destinazioni che ebbe nei secoli. Di particolare suggestione i grandi saloni del primo e del secondo piano, mentre il salone del terzo piano offre una splendida vista sulla città.

Tanto all’esterno quanto all’interno del palazzo si ripetono i numerosi stemmi scolpiti o dipinti nel corso dei secoli dai Podestà, magistrati non originari della città chiamati ad amministrare la giustizia e rinnovati ogni sei mesi.

Al piano terreno si trovano due ampie sale, una trecentesca con volta a crociera su pilastro centrale, l’altra cinquecentesca con volta decorata nel primo Novecento in stile neogotico. In particolare, vi si possono ammirare due splendidi affreschi: il primo, eseguito nel 1307 probabilmente da Bettino di Corsino, rappresenta la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni evangelista e Stefano; il secondo, eseguito verso il 1415 da Pietro e Antonio di Miniato raffigura I Santi Stefano e Giovanni Battista che presentano a Cristo la città di Prato. Nella pregevole vista della città si notano anche Palazzo Pretorio e Palazzo Datini.

Al primo piano si trova il vasto salone trecentesco, con soffitto originale a travicelli lignei dipinti e gli innumerevoli stemmi dei Podestà. La sala è dominata da un’imponente statua lapidea quattrocentesca di un Guerriero con scudo e vi sono collocate anche una statua acefala di ambito donatelliano e un tondo robbiano, con lo stemma del Popolo fiorentino.
Tra le decorazioni pittoriche spiccano un frammento con un San Francesco, pertinente probabilmente a una Maestà della prima metà del Trecento, e una delicata Annunciazione del primo Quattrocento, avvicinata ad Antonio di Miniato.
Nelle salette adiacenti non vanno tralasciati un affresco del primo Quattrocento con la Crocifissione e un lavabo quattrocentesco in pietra.

Percorrendo una scala cinquecentesca e oltrepassato il mezzanino, dove si trova un affresco con Cristo nel sepolcro attribuito a Tommaso di Piero, si perviene al secondo piano. Nel salone, con soffitto a travicelli dipinti al pari di quello sottostante, sono collocati moltissimi stemmi dei Podestà, ma anche un lavabo lapideo quattrocentesco e un grande camino.
Spicca nella sala il tabernacolo trilobato affrescato nel 1382 dal pittore fiorentino Francesco di Michele per volere del Podestà Andrea Salviati, con una Madonna col Bambino, il donatore e i Santi Francesco e Caterina d’Alessandria.
Tra le decorazioni pittoriche appaiono particolarmente pregevoli anche un San Cristoforo della fine del Trecento, una Madonna col Bambino e angeli del secondo quarto del Trecento e un San Nicola del primo Quattrocento.