Le origini di Prato tra storia e natura
Maestro di Mezzana, Giovan Francesco Maineri, Agnolo Bronzino (attribuito), Orazio Fidani, Frans Francken il Giovane, Bottega di Iacopo Morandini detto Il Poppi, Giovanni di Francesco del Cervelliera, Scuola toscana, Gurrieri, Francesco, Filippo Lippi e Fra Diamante, ambito, Fra Diamante e bottega di Filippo Lippi, Bottega di Jacopo di Cione, zanobi strozzi, Arcangelo Salimbeni (attribuito), Livio Mehus, Filippo Lippi, Bottega di Francesco Morandini detto Il Poppi, Donatello, Giacomo e Giulio Francia (Giacomo e Giulio Raibolini), Zanobi Strozzi, Domenico Fedeli detto Il Maggiotto, Giovanbattista Naldini, Bottega di Domenico Ghirlandaio, Giacomo Van Lint, Bernardino Mei (attribuito), Mario Balassi, Giuseppe Pinacci, Lorenzo Lippi, J. Xavier van Orlen, Giovan Pietro Naldini, da Andrea del Sarto, Vinicio Berti, Giovan Maria Butteri, Francesco Conti, Luigi Mussini, Mattia Preti, Fra Diamante, Anonimo, copia da Carlo Maratta, Giambecchina, Anonimo lombardo, Corvaya, Vismara, Giovanni, Jacques Lipchitz, Niccolò Malinconico, Michele delle Colombe, Scuola napoletana, Giovan Domenico Ferretti, Ludovico Buti, Pseudo-Bettino di Corsino, Santi di Tito, Alessandro Allori, Allievo di Trophime Bigot, Maestro dei paesaggi di Prato (copia da Gaspar van Wittel), Maestro dei paesaggi di Prato (da Vanvitelli), Gaspare Lopez, Filippo Lippi e bottega, Manifattura Toscana, Antonio Marini, Stamperia Bolognese, Ferroni, O. (editore), Anonimo napoletano, Cecco Bravo, Da Piazzetta, Bonatto Veneto Bassanese (incisore), Giovan Battista Naldini, Egidio di Francesco Leggi, Jan van Kessel il Vecchio, Yves Klein, Bernardo Buontalenti, Cecchi, G. B.(incisore), Turgis (editore), Vivarelli, Jorio (da), Donsi, C., Anonimo, da Giulio Romano, Giulio Romano (inventore), Canacci Giuseppe, Bernardo Daddi, Gaspar van Vittel, Del Frate D. (disegnatore), Agnolo Gaddi, Giovanni da Milano, Pietro di Miniato, Allegranti, R. (disegnatore), Zanotti V. (editore), Egidio di Francesco Seggi, Maestro di San Lucchese, Cutini, Raffaello, Anonimo, Kostner, Gian Domenico Ferretti, Perrin, G. (disegnatore), Dolfin, S. (litografo), Cacografia Giarrè (editore), Niccolò Pagni, Ciardi, G. (disegnatore), Asoli, G. (incisore), Aureli, L. (disegnatore), Zanotti, V. (editore), Andrea di Giusto, Lorenzo Monaco, Zuti, F., Vasi, Giuseppe (incisore), Holfeed (inventore), Quanin, J. (incisore), Vibert E. C. (editore), Maratta, Carlo (inventore), Cecchi, G. B (scultore)., Fedi, A. (inventore), Vascellini, Gaetano (scultore), Bardi, Giuseppe(editore), Butti, Benedetto Buglioni, Francesco Boschi, Giovanni Antonio Pucci, Luca Signorelli e collaboratori, Paolo di Raffaello degli Organi, Leonardo Mascagni, Pier Antonio Michi, Scultore toscano, Maestro manierista fiorentino, Carrocci, G. (incisore), De Margheriti, Anonimo, copia da Raffaellino Del Garbo, Anonimo (forse Amerio Cagnoni), Palloni, Tommaso, Moricci, Giuseppe, Bertini, Matteo, Farulli, Fernando, Andrea Casali, Andrea della Robbia, Francesco Botticini, Zanobi Poggini, Giovanni Stradano, Franz Werner Von Tamm detto Monsù Daprait o D'Aprè, Ludovico Stern, Francesco Monti detto Il Brescianino, Francesco Monti detto Il Brescianino (su libro) o Giuseppe Graziani (suinventario), Pietro Graziani, Michele Rocca, Alessandro Franchi, Pasquale Romanelli, Franz Adolf von Stürler, Giuseppe Ciardi, Filippino Lippi, Francesco Morandini detto Il Poppi, Giovanni Bilivert, Sigismondo Betti, Pacino Di Bonaguida, Maestro dell'Infanzia di Cristo, Maestro della Madonna Strauss, Zannoli (litografo), Antonio di Miniato, Da Benedetto da Maiano, Domenico di Michelino, Mariotto di Nardo, Filippo Lippi e collaboratori, Filippo Lippi e Fra Diamante, Latini e C. (litografo), Vinea, F. (inventore), Gonin, F., Battistello Caracciolo detto Il Battistello, Arrigo Del Rigo, Lorenzo Bartolini, Ardengo Soffici, Nicola Malinconico, Zanobi Poggini, Domenico Beceri, Anonimo Monogrammista F. R., Cagnoni, Amerio, Domenico Salvi, Giuseppe Bartolomeo Chiari (attribuito), Placido Costanzi, Raffaellino del Garbo, Lorenzo di Giovanni di Nofri, Michele di Ridolfo del Ghirlandaio (alias Michele Tosini), Giacomo Van Lint (attribuito), Ridolfo del Ghirlandaio, Benedetto da Maiano (bottega), Scuola fiorentina, Dotti Aureli, E. (disegnatore), Zanotti, V.(editore), Vedova, Emilio (da), Fidani, Orazio (inventore), Giulia Pierucci, Pieracci, N., Michelangelo Pistoletto, Stefano Pieri, Maestro della Madonna Parrish, W. Van Orlen, Luca Signorelli e bottega, Bettino di Corsino, Pietro della Vecchia, Bechetti, F. (disegnatore), Angiolini (litografo), Zanetti, V. (editore), Besteghi, A. (disegnatore), Ciardi, Giuseppe (disegnatore), Maso da San Friano, Stefano Gaetano Neri, Manifattura fiorentina e pratese, Manifattura locale, Lorenzo Bartolini e bottega, Maestro della Madonna Straus, Tommaso di Piero Trombetto, Guercino (disegnatore), Gallotti o Galeotti, Alessandro, Füssli, Johann Heinrich (inventore), Haughton, Moses (incisore), Vanvitelli, Luigi (inventore), Giovanni Balducci, Giulia Marini, Gino Brogi, TEST, Da Sassoferrato, Puricelli Guerra, Guido, Miniati, Federico, Scuola Lombarda, Anonimo (G. e P.), Carlo Manieri, Maria Luigia Raggi, Maestro del Lume di candela (attribuito), Taddeo Baldini, Fra Diamante e Filippino Lippi, Maria luisa Raggi, Scuola romana, Gaspar van Wittel, Giovanni Bruni, Pietro Navarra, Francesco Brina, Alessandro Ferrarini, Pasini, L.Audiodescrizione dell'opera
A – Monte Le Coste
Soprannominato lo “Spazzavento”, a causa delle intense raffiche di tramontana che soffiano sulla sua superficie rocciosa. Qui si trova il mausoleo dello scrittore pratese Curzio Malaparte, che scrisse "...e vorrei avere la tomba lassù, in vetta allo Spazzavento, per sollevare il capo ogni tanto e sputare nella fredda gora del tramontano."
B – Valle del Bisenzio
La città di Prato sorge in prossimità di questa Valle. Si tratta di una spaccatura naturale che conduce al Montepiano, il passo più basso dell’Appennino tosco-emiliano. La collocazione geografica strategica favorì, fin dalla Preistoria, lo sfruttamento della valle per la costituzione di una via di comunicazione efficace, ancor’oggi attraversata dalla linea ferroviaria Direttissima per Bologna.
C – Monti della Calvana
La catena montuosa si snoda per 15 chilometri fino a raggiungere i 916 metri di altezza. Per i pratesi è come una presenza materna, una guardiana silenziosa che veglia sulla città. È una riserva naturale ricca di grotte, doline, orchidee rare e pascoli dove vive la Calvanina, una razza bovina autoctona. Da questo massiccio calcareo proviene la pietra alberese, il calcare bianco utilizzato nell’architettura pratese.
D – Cima della Retaia
Lungo il profilo della Calvana, si trova la Cima della Retaia. Con i suoi 784 metri sul livello del mare è la cima più prossima al centro abitato. Nel 1881, Emilio Bertini, fondatore della sezione CAI di Prato, ne descrisse la vista come “pittoresca e grandiosa su monti e valli”. Nella tradizione popolare, il proverbio “Quando la Retaia la mette i' cappello, prendi l'ombrello” avvisa della pioggia imminente quando la cima è coperta di nuvole.
E – Cattedrale di Santo Stefano, facciata laterale
Il Duomo è un esempio di architettura romanico-gotica, caratterizzata dall’alternanza di alberese bianco e serpentino verde, che crea il caratteristico effetto bicromo dell’architettura pratese. La Cattedrale sorge nel primo nucleo insediativo della città, presso l’antica Pieve di Borgo al Cornio (IX secolo). Sulla sinistra si trova il celebre Pulpito esterno, una struttura in angolo realizzata nel Quattrocento da Donatello e Michelozzo per l’ostensione della preziosa reliquia della Sacra Cintola ai fedeli. Lungo il fianco della chiesa sorge il campanile, il quale, conserva ancora oggi il suo aspetto originario della metà del Trecento. Con i suoi 46 metri è il più alto del centro storico di Prato.
F – Le Case Torri
Intorno all'anno 1100, Prato era conosciuta come "la città delle sessanta torri". Le case torri venivano costruite dalle famiglie nobiliari ed emergenti e univano il carattere difensivo all’ostentazione della propria ricchezza e potere. Esempi di questa architettura "torreana" sono: su corso Mazzoni la Torre Lorini Pittei; su via Garibaldi la Torre di Palazzo Mazzinghi e due vicine strutture dette Torri di Borgo al Cornio.