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Legati da una cintola: anticipazioni

Prosegue il ciclo di anticipazioni sulla mostra  “Legati da una Cintola”, mercoledì 5 luglio (ore 18) nel cortile di Palazzo Pretorio il secondo incontro di approfondimento questa volta con i membri del comitato scientifico del Museo: Claudio Cerretelli, direttore dei Musei Diocesani di Prato, Marco Ciatti, soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, Isabella Lapi Ballerini e Diana Toccafondi, soprintendente archivistica per la Toscana, introdotti dalla conservatrice Rita Iacopino. Ingresso libero.

L'iniziativa focalizza l’attenzione su alcuni temi che ruotano intorno all’esposizione Legati da una Cintola - L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città che dal prossimo 8 settembre inaugurerà i nuovi spazi nell’ex Monte dei Pegni.  Oltre al percorso scientifico della mostra si indagheranno alcuni aspetti particolari dell’allestimento, come le  opere d’arte connesse con la devozione verso la Sacra Cintola e la contestualizzare del rapporto delle reliquie con la produzione artistica alla luce della cultura e della sensibilità del tempo. 

Legati da una Cintola - L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città attraverso oltre 60 opere non solo restituisce il fascino di una storia che si legge come una favola ma mostra come la Cintola sia stata connettore di grandi committenze che hanno dato vigore alle vicende artistiche della città. Intorno alla preziosa reliquia della Cintola, rilasciata dalla Madonna a San Tommaso e giunta a Prato nel 1141, si sviluppò un vero e proprio mito identitario in cui l’intera città si riconobbe nel periodo della sua più tumultuosa crescita, fra Due e Trecento. La mostra che sarà inaugurata il prossimo 7 settembre non solo consentirà di tornare ad ammirare nel suo complesso la pala di Bernardo Daddi commissionata nel 1337-38, nel tempo smembrata e per l’occasione riunita con i componenti ora conservati a Roma e New York, ma anche una delle prime attestazioni in Occidente della Madonna che dona la Cintola, con il rilievo eponimo del Maestro di Cabestany, scultore romanico attivo nel Roussillon e in Toscana che lavorò pure a Prato, nei capitelli del chiostro dell’antica prepositura di Santo Stefano.