Ita / eng

Forme del tempo: Paola Angelini

Un distillato di arte contemporanea condensa in undici opere una personale rielaborazione della collezione di un museo che raccoglie oltre settecento anni di arte e di storia della città. È l’operazione, frutto di un intenso lavoro di ricerca su dipinti e sculture, sugli affreschi e sulla stessa architettura di Palazzo Pretorio, che la giovane artista Paola Angelini ha condotto all’interno del progetto Pretorio Studio e che è germogliata nell’esposizione Forme del tempo. Paola Angelini, fino al 13 luglio nelle sale a piano terra di Palazzo Pretorio.

Una mostra temporanea che restituisce al visitatore momenti di riflessione, sensazioni e sollecitazioni attraverso un gioco di connessioni, proporzioni e visioni diverse della collezione del Museo. L’allestimento è la parte conclusiva di un percorso, iniziato nel dicembre scorso con la residenza d’artista e sviluppato nei mesi successivi da Angelini nel suo studio a Ghent in Belgio, che si sviluppa all’interno del progetto Pretorio Studio, ideato da Veronica Caciolli per valorizzare il museo e la sua collezione attraverso la collaborazione di artisti contemporanei.  

Nelle quattro grandi tele, nei dipinti, nelle sculture e nel wall painting che arricchisce l’esposizione c’è l’essenza del museo, ma non la maniera. I quattro grandi Giardini mosaici appaiono come collages che accolgono una visione multifocale, quasi cubista, della collezione e del Palazzo. Le tele sintetizzano ciascuna in un’unica immagine soggetti differenti, ricostruendo così una prospettiva unica sul museo. I tre interventi pittorici su antiche incisioni fiamminghe, Visitatori, riportano in mostra un immaginario che è entrato a far parte del processo di rielaborazione e immaginazione dell’artista. Come corollario, il grande wall painting, si pone come risposta nel dialogo fra l’artista e la collezione, dove la prima non è più solo il ricettore ma si inserisce con questo intervento nel museo stesso. Completa la mostra, Studio di scultura, il frammento di un altare barocco in cartapesta che approda in mostra quasi come un relitto, una parte di un intero maestoso elemento andato perduto che intende alludere alle grandi cornici, alle nicchie, agli altari che un tempo custodivano le opere ora conservate al museo.

 

Pretorio Studio. Forme del tempo: Paola Angelini

A cura di Veronica Caciolli

Dal 20 maggio al 13 luglio 2017

Ingresso gratuito