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In cytaris vel etiam in organis

Concerto  di Peppe Frana Federica Bianchi

Peppe Frana: liuto medievale, chitarrino
Federica Bianchi: clavisymbalum

Alle ore 17 - Anteprima sul canale YouTube del Museo di Palazzo Pretorio

Il concerto resterà disponibile su YouTube anche per una visione successiva

Evento organizzato in collaborazione con Mesotonica

L'interazione tra il liuto e gli strumenti a tastiera è ampiamente documentata nelle fonti tardo-medievali ma è tuttavia raro ascoltare questa combinazione in concerto, specialmente in forma di duo strumentale: questo programma si propone di ricostruire, immaginandola, una prassi esecuti-va perduta in cui il liuto a plettro e il clavisymbalum si intrecciano in intavolature, diminuzioni ed improvvisazioni sui temi di alcuni capolavori della musica precedente il Rinascimento.

L’interconnessione tra i repertori liutistici e tastieristici del XV secolo trova la sua più chiara es-pressione nella biografia di Conrad Paumann (c.1410 - 1473): cieco dalla nascita, Paumann fu vir-tuoso del liuto e dell’organo, supervisionò la compilazione di raccolte di repertorio organistico ed è a lui attribuita l’invenzione della notazione tedesca per liuto: incarnò l’eclettismo e la vocazione sperimentale dei grandi musicisti del cruciale momento della storia della musica occidentale in cui emerse la pratica dell’intavolatura.
“Intavolare” vuole dire adattare una pre-esistente composizione polifonica all’esecuzione su
uno strumento capace di riprodurne le varie voci simultaneamente e, con l’acquisizione della tastatura avvenuta nel corso del XV secolo, il liuto si affianca ai primi strumenti intavolatori quali l’organo liturgico, l’organo portativo e i cembali arcaici, come rivelato dall’espressione “in cytaris vel etiam in organis”, vergata a commento di una composizione del codice Buxheimer.
Questo programma esplora l’interazione tra strumenti intavolatori nell’interpretazione dei reper-tori del XIV e XV secolo, presentando esempi tratti dalla letteratura organistica medievale italiana e mitteleuropea e adattamenti originali di repertorio vocale e strumentale coevo nel tentativo di recuperare la pratica compositiva al fianco di quella esecutiva.