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Miracolo del grano, con san Giovanni Gualberto

Nella sezione su La donazione Riblet si confrontano due pale dell’Allori, l’artista ufficiale della corte medicea, dipinte per la cappella di villa Spini a Motrone (Peretola): questa col Miracolo del grano e il Miracolo della fonte. La pala col miracolo del grano operato da san Giovanni Gualberto a Passignano ricrea intorno alla imponente figura del santo una scena dinamica e vivace, coronata dal notevole paesaggio, che mostra richiami al pittore fiammingo Paul Brill.

In un anno di tremenda carestia restava una piccolissima scorta di grano solo al monastero di Passignano, Giovanni Gualberto ordinò allora che fosse divisa. Dopo aver riempito sacchi di grano per tutti i monasteri dell’ordine e poi per tutti i poveri che si recarono all’abbazia, il granaio iniziò a divenire stracolmo, e così fu per lungo tempo.

Nella scena sono inseriti anche alcuni ritratti, ben caratterizzati, dei figli di Geri Spini, funzionario granducale e proprietario della villa. 

Gli Spini affidarono a Santi di Tito la completa ristrutturazione della loro villa suburbana di Motrone (Peretola); quasi al termine dei lavori anche Alessandro Allori, al culmine della carriera, collaborò agli interventi nella cappella, completandola forse dopo la morte di Santi di Tito (1603), l’autore del terzo miracolo descritto nelle pale della donazione Riblet: la Moltiplicazione dei pani e dei pesci. L’articolata decorazione, che si sviluppava soprattutto intorno alle tre grandi pale, comprendeva  anche altri dipinti e affreschi, probabilmente dall’Allori e della sua bottega, con santi, angeli, cherubini e grottesche (opere perdute). La composizione della tela dell’Allori col Miracolo del grano fu accuratamente studiata dall’artista, come documentano vari disegni preparatori conservati nel Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. L’Allori, con ampi interventi della bottega, ricrea intorno alla imponente, statica figura del santo una scena dinamica e vivace, coronata dal notevole paesaggio con veduta di un’abbazia (identificabile con Passignano, per altri con Vallombrosa), che mostra la conoscenza da parte del pittore delle opere romane del fiammingo Paul Brill. Come nell’altra pala per la cappella, l’artista inserisce nella composizione alcuni ritratti ben caratterizzati: qui a essere celebrati sono i figli di Geri Spini, uno dei quali con aria compiaciuta guarda fuori dalla scena, verso l’osservatore.