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Matrimonio mistico di santa Caterina da Siena, con il profeta David, san Domenico e san Paolo

Nella sezione su Le grandi Pale trova posto il dipinto su tavola col Matrimonio mistico, che risulta donato nel 1568 dal Naldini al monastero di Santa Caterina da Siena in occasione della vestizione della sorella, Annalena, come risulta da alcuni documenti. L’opera fu però completata probabilmente dopo la morte del pittore, dal suo collaboratore Giovanni Balducci, il cui stile più castigato e rigido caratterizza l’intero dipinto, con poche eccezioni (come nella figura di David).

Resta difficile scorgere la mano di Giovan Battista Naldini in questa pala d’altare. L’ancor giovane e promettente pittore in quegli anni faceva parte dell’atelier di Giorgio Vasari per i lavori nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, e le sue prime opere mostrano tutt’altra qualità e fantasia. Probabilmente la pala fu solamente impostata dall’artista, e completata o quasi totalmente rifatta  (la figura maggiormente naldiniana, e la migliore della pala, appare il profeta David) dal suo allievo e collaboratore Giovanni Balducci, probabilmene dopo la morte del maestro, come sembra di capire dall’iscrizione riportata nel dipinto. Caratterizzano il dipinto una impostazione calibrata e severa della scena che si apre verso il gruppo centrale, il tono devozionale e la semplificazione delle forme, che sembrano confermare una datazione intorno al 1591, anche per confronto con gli affreschi del Balducci nell’oratorio dei Pretoni a Firenze (1588-90), dipinti per il cardinale Alessandro dei Medici, futuro Leone XI, proposto della Pieve di Prato. 

Di Naldini sono esposti nelle sale dedicate ai pittori del Cinquecento e del Seicento, al secondo piano del museo, anche la potente Passione di Cristo e il prezioso altarolo con la Sacra Famiglia.