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Filatrice

La Filatrice, di proprietà privata, è una scultura marmorea dall’abile resa naturalistica e dalla tecnica perfetta esposta nella sala su Lorenzo Bartolini. La giovane seminuda, dal volto sereno e malinconico, seduta su una roccia, potrebbe essere un richiamo all’antichissima tradizione e vocazione tessile pratese, quasi un simbolo cittadino.

Firmata dall’artista e tipica della sua tarda maturità, la Filatrice è un’opera impegnativa e densa di simboli, certo un’allegoria del cosiddetto “artista filosofo” pratese. La giovane seminuda, seduta su una roccia, ha un volto sereno e malinconico, non idealizzato ma volutamente impersonale; la raffinata lavorazione del marmo genera un trascorrere morbido della luce, evitando forti contrasti. Abile è la resa naturalistica dei capelli ondulati o della ghirlanda di nasturzi, mentre la posa statuaria è vivacizzata dalla leggera torsione della testa. La mano destra, col braccio in riposo, doveva reggere in tensione il filo della conocchia, retta con l’altra mano. Questi elementi fanno pensare alla raffigurazione di una delle Moire della mitologia greca (che tessevano l’ineluttabile destino di ogni uomo): Lachesi, che avvolgeva il filo del destino, stabilendo quanto ne spettasse a ciascuno. La composizione e la realizzazione di quest’opera, eseguita con notevole perfezione tecnica sotto il controllo dell’artista, segue schemi ufficiali e allegorici, lontani dalle polemiche sul bello naturale, tipici della produzione tarda dello scultore. Molti i possibili richiami ad altre opere del Bartolini, come la Musa dei festini, nel basamento del Monumento Demidov (del quale è conservato nel museo un modello in alabastro), il Genio della Pace nel monumento Fossombroni in Santa Croce o il Voto dell’innocenza, del 1848.

Nel salone del terzo piano del museo, tra le opere del grande artista pratese i modelli in gesso della Fiducia in Dio, della Ninfa Arnina, di  Mariana Gurieva e una serie di busti.