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Madonna col Bambino

Nella sala su Donatello e la scultura del Rinascimento a Prato è esposta questa piacevole anconetta pratese, realizzata sullo scorcio del secolo, deriva certamente da un rilievo del Verrocchio dei primi anni Sessanta del Quattrocento (forse la terracotta del Birmingham Museum and Art Gallery). Si tratta di un’opera del fiorentino Benedetto Buglioni, allievo, poi concorrente di Andrea della Robbia, soprattutto fuori Firenze. Egli si ispirò ai maggiori maestri del tempo, realizzando anche opere di notevole livello, accanto ad una produzione più seriale.

Formatosi probabilmente con Andrea della Robbia, intorno al 1480  egli aprì, in concorrenza col maestro, una propria bottega a Firenze, ottenendo un buon successo soprattutto con la riproduzione di maioliche da devozione domestica che utilizzavano modelli tratti, con pocher modifiche, dai maggiori scultori del tempo, Rossellino, Benedetto da Maiano, poi soprattutto dal Verrocchio. Insieme a  una produzione più seriale Benedetto Buglioni realizzò opere importanti, caratterizzate rispetto al contemporaneo Giovanni della Robbia da un maggior pittoricismo, soprattutto per committenze non fiorentine, operando a Perugia, Bolsena, Fiesole o Pistoia. Come in molte altre sue opere il Buglioni aggiunse dietro la Vergine due rami di gigli, tipico attributo mariano,  oltre a due vivaci cherubini e alla colomba dello Spirito Santo. Le vesti della Madonna mostrano un plasticismo morbido e sciolto, col velo fissato sui capelli che svolazza dietro la spalla. Il bambino ricciuto e vivace, presentato nudo, in piedi su un cuscino, stringe in una mano un uccellino, nell’altra il globo.